Ogni anno nell’UE si registrano oltre 400 mila decessi prematuri imputabili all’inquinamento atmosferico. Il 98% della popolazione urbana dell’Unione Europea è esposta a livelli di ozono superiori a quelli indicati dai parametri dell’OMS

«Domani scenderò in piazza a Torino per il Global Climate Strike for Future a fianco dei tanti giovani che in tutto il mondo stanno scioperando per il clima». Di ritorno da Strasburgo il parlamentare europeo Daniele Viotti ricorda l’impegno che l’Europa sta dedicando all’ambiente. «Per la prima volta nella storia della Ue – spiega Viotti, relatore generale del bilancio UE – abbiamo destinato il 20% dell’intero esercizio alla lotta ai cambiamenti climatici».

Questa settimana, poi, il tema è stato trattato ampiamente dalla plenaria.

Mercoledì mattina il Commissario europeo per l’azione per il clima Miguel Arias Canete ha presentato la comunicazione della Commissione “Un pianeta pulito per tutti” che promuove l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050 e esorta gli Stati membri a fare altrettanto nel quadro del dibattito sul Futuro dell’Europa, in occasione del vertice speciale dell’Unione europea che si terrà a Sibiu nel maggio 2019.

«Ieri e oggi sono state votate, poi, a larga maggioranza – continua Viotti – due importanti risoluzioni: quella dal titolo “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti” e “Cambiamento climatico: visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra in conformità dell’accordo di Parigi».

Nella risoluzione sul cambiamento climatico a firma di tutti i gruppi politici del Parlamento europeo, eccetto ECR e ENF, secondo gli eurodeputati l’azzeramento delle emissioni entro la metà del secolo potrà tradursi in una crescita netta di posti di lavoro nell’Unione (2,1 milioni di unità in più con zero emissioni, 1,3 milioni di posti di lavoro aggiuntivi con una riduzione dell’80%), oltre che in una riduzione di circa 200 miliardi di euro all’anno di spesa sanitaria legata ai danni alla salute.

Nella risoluzione sulla necessità di ridurre l’inquinamento atmosferico, il Parlamento Europeo ha preso atto con profonda preoccupazione che i limiti legali di emissione dell’UE sono ancora superiori a quanto raccomandato dall’OMS e del fatto che, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, ogni anno nell’UE si registrano oltre 400 mila decessi prematuri imputabili all’inquinamento atmosferico. Considerando che il 98% della popolazione urbana dell’Unione Europea è esposta a livelli di ozono superiori a quelli indicati dai parametri dell’OMS e che la cattiva qualità dell’aria incide pesantemente sulla salute delle persone, gli eurodeputati hanno ribadito l’assoluta necessità per gli Stati membri di adoperarsi quanto prima per promuovere un’azione a livello mondiale per ridurre l’inquinamento atmosferico. Il Parlamento ha ribadito la necessità di avere un approccio globale andando ad agire sui sistemi agricoli, di produzione alimentare, di efficienza energetica, di mobilità e di pianificazione urbana”.