Scuola e lavoro i due temi al centro dell’incontro organizzato da E-Campus Università questa sera all’istituto Sommelier di Torino.
A confrontarsi davanti a studenti e docenti alcuni candidati delle diverse coalizioni: Roberto Rosso per NCL , Marco Grimaldi per LeU, Giuseppe Mastruzzo per il M5s e Mauro Laus per il Partito Democratico.

Al giro di tavolo, tante le proposte illustrate dai candidati: dal superamento del Jobs Act, ripristino dell’articolo 18 e riduzione orari di lavoro di LeU, sgravi per le nuove assunzioni stabili e salario minimo da nove euro l’ora per il Pd; tutela del Made in Italy e sostegno a start up e formazione dei giovani per il centro destra; reddito di cittadinanza e riforma dei centri per l’impiego per il M5S.

Le proposte messe sul tavolo dal candidato grillino non sembrano però convincere molti dei presenti che accompagnano le obiezioni di una giovane con un applauso fragoroso. «Come pensate di creare posti di lavoro favorendo la politica dell’assistenzialismo? Proponete di regalare 700 euro al mese invece che investire in nuove opportunità e in riforme che godano di copertura finanziaria. Il reddito di cittadinanza non sposterebbe di una virgola il rapporto tra domanda e offerta di lavoro».
Seccata la replica di Mastruzzo: «Domanda e offerta si fanno incontrare facendo riforma in grado di veicolare e offrire maggiori informazioni sulle offerte del territorio w dunque potenziando i servizi offerti dai centri per l’impiego e veicolando meglio le diverse possibilità di qualificarsi e reinserirsi nel mondo del lavoro».

Sul tema incalza anche Laus per il Pd: «Come si può proporre un reddito di cittadinanza e poi continuare a pagare tanti lavoratori quattro euro l’ora? L’impresa privata ha bisogno che la politica non intralci, ma agevoli la creazione di lavoro. Occorrono Regole di ingaggio chiare e certezza del diritto».

 

«È vergognoso – ha continuato Laus –  che lo Stato nelle sue articolazioni continui ad affamare il popolo sfruttando le società appaltatrici con i loro dipendenti e offrendo cifre al massimo ribasso o comunque non sufficienti per una retribuzione dignitosa. Per questo ho proposto la legge sul salario minimo orario. L’Italia è uno dei pochi paesi a non averlo».

 

Come se gli animi non fossero già abbastanza accesi, si apre la contestazione nella contestazione: alcuni studenti infatti hanno “rimproverato” il preside dell’Istituito Sommelier, Giovanni Paciariello, di averli obbligati a partecipare al confronto politico. «Si tratta di attivita’didattica, di formazione alla cittadinanza attiva. Questo è il compito della scuola, formare al confronto e all’incontro», ha evidenziato ai giovani il preside.