Torino si candida ad ospitare la prima banca islamica in Italia. Anche di questo si parlerà nel capoluogo piemontese in occasione della quarta edizione del “Turin Islamic Economic Forum” (Tief), in programma a Torino dal 28 al 30 ottobre prossimo.

Un momento di approfondimento della conoscenza delle regole e delle opportunità offerte dalla finanza islamica.

«In Europa – ha spiegato Paolo Pietro Biancone, responsabile dell’Osservatorio della Finanza Islamica dell’Università di Torino – vi sono diverse esperienze di finanza islamica. Nel Regno Unito sono 26 le banche islamiche mentre nel nostro Paese, al momento, pur essendo il tema molto dibattuto, non ve ne sono ancora. Stiamo lavorando ai diversi livelli per capire quali possono essere le modifiche legislative per consentire l’apertura anche nel nostro paese di una banca islamica».

Il giro di affari della finanza islamica si stima abbia superato i duemila e 500 miliardi di dollari. In particolare, nel settore alimentare i consumatori musulmani spendono 1300 miliardi di dollari, seguono poi l’abbigliamento (270 miliardi di dollari), i media e l’intrattenimento (209 miliardi di dollari), i viaggi (177 miliardi di dollari), i prodotti farmaceutici ed i cosmetici rispettivamente 87 miliardi e 61 miliardi di dollari.

Nella tre giorni sono previste otto sessioni con approfondimenti e dibattiti, tre interviste, tra cui una al viceministro Laura Castelli, e quarantasei relatori tra amministratori pubblici, ricercatori e docenti universitari, imprenditori ed esperti di finanza. Il forum è organizzato dalla Città di Torino, insieme alla Camera di commercio, all’Università e all’Assaif, Associazione per lo Sviluppo di Strumenti Alternativi e di Innovazione Finanziaria, con il supporto organizzativo di Turismo Torino e Provincia.

«L’interscambio tra il Piemonte e i 10 principali Paesi di finanza islamica ha raggiunto nel 2018 un valore superiore a 4 miliardi e 680 milioni di euro. Si tratta di mercati molto diversi, con esigenze specifiche e ottime opportunità per le nostre imprese di vari settori, dall’automotive e mezzi di trasporto all’agroalimentare, dalla meccanica al tessile», ha spiegato il presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Ilotte mentre Alberto Brugnoni, managing partner di Assaif ha sottolineato che il Tief «con una partecipazione media di 600 partecipanti nelle scorse edizioni è diventato un appuntamento imprescindibile per i professionisti e gli accademici che si occupano di economia e finanza islamiche».

Intanto Fratelli d’Italia parla di vergogna: «Proprio mentre la comunità internazionale tutta si scandalizza per le mire neo-ottomane del sultano turco Erdogan sulla Siria del nord, l’amministrazione grillina di Torino pensa bene di annunciare la prima banca islamica in Italia, anche se virtuale. Forse Appendino dimentica che non esiste alcuna legge dello Stato che regolamenti, e quindi consenta, la diffusione di strumenti di finanza islamica nella nostra nazione», commenta Augusta Montaruli, parlamentare torinese di Fratelli d’Italia, che aggiunge: «Forse proprio mentre tutto il mondo guarda con preoccupazione al rischio di veder tornare l’Isis in Medio Oriente, il sindaco Appendino vuole portare a Torino la Sharia come in un Califfato subalpino? Noi non lo permetteremo».

Maurizio Marrone, capogruppo FdI in Regione Piemonte, aggiunge: «Fortunatamente la Regione Piemonte non patrocina questa vergogna, con apposito ordine del giorno esprimeremo il disappunto del Consiglio Regionale».