Sabato 12 ottobre presidio dalla 17.30 alle 20.30 dei centri sociali torinesi e del Partito Democratico di Torino in piazza Castello.

Una manifestazione organizzata in solidarietà al popolo curdo dopo l’inizio dell’invasione in larga scala del Rojava e della Siria del nord da parte delle truppe turche di Erdogan.

Nell’appello che convoca la manifestazione, a cui hanno aderito oltre al Pd altre sigle, c’è anche la “solidarietà ad Eddi, Jacopo e Davide” tre attivisti vicini al centro sociale Askatasuna e al Movimento No Tav “volontari in Rojava nelle Gpj, nelle Ypg o nel movimento civile negli scorsi anni, che martedì 15 ottobre dovranno comparire in tribunale perchè accusati di essere socialmente pericolosi”.

Un presidio, spiegano gli organizzatori, che serve “per informare i torinesi su ciò che sta accadendo, pretendere una presa di posizione netta da parte del governo italiano, affermare che gli eserciti delle Forze siriane democratiche delle Gpj e Ypg godono dell’appoggio delle torinesi e dei torinesi”.

Su quanto sta accadendo in queste ore in Siria è intervenuto anche il segretario piemontese del Pd Paolo Furia: «Che Erdogan fosse pericoloso è noto dai tempi dello pseudo colpo di stato di qualche anno fa, dalla prigionia di tanti dissenzienti interni, dal ridimensionamento spinto della società civile delle città turche, a partire da Istanbul. Certo la tempistica dell’invasione della Siria del nord, in coincidenza esatta con la decisione di Trump di ritirare le ultime truppe americane in loco, fa pensare.
Le motivazioni per le quali Trump ritira i propri soldati offendono gravemente gli Europei. Infatti l’ineffabile presidente americano ha dichiarato che i terroristi dell isis che potrebbero avere gioco più facile dopo il ritiro delle truppe americane al massimo “scapperanno in Europa”, la quale se lo merita in quanto non avrebbe agito a sufficienza per contenere lo stato islamico.
Di fronte alle assurde, irresponsabili e traditrici scelte di Trump l’Europa ha il diritto dovere, ma anche lo spazio, per agire diversamente
».