Da una mela, nasce una comunità: “A pranzo con Fa bene” condividere un piatto è un gesto semplice che avvicina chi riceve e chi dona, generando un legame virtuoso di reciprocità.

Domenica 14 aprile, il polo di innovazione sociale Open Incet si anima per una giornata all’insegna della convivialità, con un pranzo di comunità: una grande tavolata dove tutti possono portare i piatti cucinati a casa e offrire un ‘pasto sospeso’ a chi non può permetterselo.

“A pranzo con Fa bene” chiude idealmente gli oltre 50 eventi in quattro giorni del Festival “Viaggio al centro delle periferie”, promosso dalla Città di Torino con il programma AxTo: un’occasione di comunità nel cuore dell’innovazione, al centro di un’area simbolo di riqualificazione urbana della Città, per un momento di festa dedicato a famiglie e volontari che vorranno trascorrere una giornata insieme, dalla preparazione della tavola al pranzo, fino al concorso di cucina per i piatti preparati da ciascuna Casa del quartiere con i  prodotti dei mercati aderenti a Fa bene.

Dal cibo all’inclusione sociale: un intenso pomeriggio, che pone al centro la ricchezza creativa dei territori per rafforzare e costruire spazi di condivisione con i cittadini, mediante occasioni di incontro fra musica e spettacolo, ma anche laboratori e giochi per le famiglie e per i più piccoli: dall’animazione degli “artisti di comunità” del progetto Enzima, alla Tombolata dei diritti con “Mai più Sole” in Barriera, un momento ludico e di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza sulle donne, fino alla biblioteca mobile Bibliobus della città di Torino.

La partecipazione all’evento è gratuita. I partecipanti sono invitati a portare qualcosa da condividere: un piatto, un sorriso, ma soprattutto la voglia di fare comunità. Chi non può partecipare può comunque essere parte della festa e offrire un pranzo sospeso, anche attraverso la campagna Eppela.

“Una mela fa comunità: a pranzo con fa bene” è un evento finanziato da AxTO, azioni per le periferie torinesi. L’idea del pranzo di comunità nasce dal modello di welfare circolare unico in Italia “Fa bene”, esperienza che dimostra come il capitale sociale di una città possa diventare una risorsa a favore del bene comune. Cibo fresco e di qualità come elemento centrale di un innovativo percorso, avviato nel 2014 a partire da Barriera di Milano, basato su tre semplici passaggi: recupero del cibo donato e invenduto del mercato, redistribuzione del cibo fresco alle famiglie del quartiere, restituzione da parte della famiglia beneficiaria in ore di impegno civile a favore del proprio quartiere.

Il progetto cresce ogni giorno grazie alla collaborazione tra membri della società civile il cui snodo principale è la collaborazione tra Mercati rionali e la Rete delle Case del Quartiere.

Nelle Case del Quartiere tutto converge: qui arriva il cibo donato dai mercati cittadini, qui operano i circa 150 volontari aggregati dal progetto, qui viene suddiviso e qui arrivano le 250 famiglie coinvolte per ritirare il pacco di cibo e organizzare la loro azione di restituzione.

Barriera è il luogo da cui tutto ha avuto origine e che consente l’implementazione del progetto: Fa Bene si è infatti esteso dal 9 marzo da piazza Foroni, dove c’è lo storico mercato di Barriera di Milano, ad altri sei mercati cittadini: piazza Madama Cristina, corso Spezia, via Onorato Vigliani, via don Grioli, tettoia dei contadini di Porta Palazzo e corso Svizzera. In futuro Fa Bene punta ad uscire dalla città per portare l’esperienza nella città metropolitana come progetto di Economia Circolare. Nel primo periodo di attività circa 500 clienti hanno donato oltre 1300 chili di cibo fresco.

Nei suoi primi quattro anni “Fa bene” ha raccolto e donato 100 tonnellate di cibo fresco, per un valore di circa 200.000 euro, consegnate in 7.500 pacchi da 15 chili, contenenti frutta, verdura, ortaggi, legumi, pesce, carne, prodotti da forno, uova e latticini per un totale di 12.000 calorie per pacco. 200 i commercianti aderenti e 250 le famiglie beneficiarie, che sono state coinvolte in oltre 7.000 ore di attività sociale di restituzione e reciprocità, per un valore economico di 70.000 euro.

“Fa bene” facilita il processo di circolarità delle risorse sociali ed economiche, grazie all’azione di accompagnamento di S-nodi, agenzia di innovazione contro la povertà di Caritas, che Incuba il processo Fa bene come marchio di welfare ed economia circolare.

Cooperano per la crescita del progetto Coldiretti Torino, Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta, Compagnia di San Paolo, Ufficio Pio, Ufficio Pastorale Migranti, Cooperativa Mirafiori: ciascuna organizzazione fa convergere capitale umano e capitale sociale per aumentare quello delle persone più fragili.  Supporta la campagna comunicativa Fa bene Torino l’Associazione Ausilia Onlus.