Bardonecchia è una nota meta turistica invernale incastonata nelle nostre montagne olimpiche, definita la Perla delle Alpi: paese di circa 3100 abitanti situato all’estremo nord-ovest della nostra penisola. A distanza di due anni dalle elezioni amministrative abbiamo incontrato i due consiglieri di opposizione, Cristiano Paisio e Roberto Borgis per fare il punto della situazione.

Cristiano Paisio, torinese doc, si trasferisce a Bardonecchia nel 2015 per le seguire le attitudini sportive dei suoi quattro figli. Nominato prima presidente della scuola dell’infanzia “Mons. Bellando” risulta, nel 2016, il primo eletto nella lista civica Bardonecchia Insieme con il sindaco uscente Roberto Borgis. Da gennaio 2018 collabora con il Capogruppo e segretario cittadino della Lega Nord Fabrizio Ricca presso il Comune di Torino.

Roberto Borgis, sindaco di Bardonecchia dal 2011 al 2016, professore presso la scuola primaria di Bardonecchia e Oulx, insegnante di judo con il quale ha raggiunto il massimo grado di Sensei, nel 2017 è stato eletto Presidente regionale del judo piemontese. Impegnato da sempre a Bardonecchia anche con spettacoli culturali e di grande spessore.

Cristiano Paisio

La prima domanda, quasi d’obbligo, riguarda la situazione dei migranti a Bardonecchia che ha tenuto accesi i riflettori dei media durante l’inverno ed anche al Giro di Italia

La nostra posizione è chiara, espressa anche da articoli e su post sui social. Bardonecchia non può essere un centro d’accoglienza, Bardonecchia non deve diventare una dimora temporanea a causa dei respingimenti francesi, Bardonecchia non “investe” in queste attività. L’amministrazione ha firmato un accordo (SPRAR) per il contigentamento dei richiedenti asilo e non per altre attività emergenziali connesse. È necessario un intervento a livello nazionale, una chiara e netta presa di posizione, come quella dell’attuale Ministro degli Interni Matteo Salvini ma anche un coraggio locale sulla stessa linea. Non possiamo anticipare denari pubblici, seppure rimborsati (quando?) per una accoglienza emergenziale. Non possiamo essere ricordati per le tristi e dolorose storie di migranti che sono anche morti sulla nostra montagna.
Bardonecchia è sicuramente una città dell’accoglienza ma devono essere posti dei paletti ben precisi ma è soprattutto una città turistica dove la neve, il sole, lo sci, le passeggiate, le biciclette, il calcio, gli spettacoli devono fare da cornice a tutto tondo.

A proposito delle biciclette, quest’anno il Giro di Italia ha avuto come tappa proprio Bardonecchia

È stata una tappa fondamentale e spettacolare. Durante la mia amministrazione, ricorda Borgis, avevamo individuato come particolarmente significativo e adatto il tracciato dello Jafferau per diventare un classico per i ciclisti ipotizzando anche una tappa del Tour de France. Siamo felici che il Giro sia ritornato a Bardonecchia e, anche dalle dichiarazioni dell’attuale sindaco, sembra che si possa lavorare per il Tour a Bardonecchia.

Domanda secca: Sì Tav o No TAV?

Assolutamente Sì. La riteniamo una opera fondamentale e strategica. Un’opera che rivoluzionerà il trasporto. Ultimamente il traffico pesante si è intensificato e spesso all’imbocco del tunnel del Frejus si formano lunghe code di TIR con, ovviamente, i motori accesi. L’aria nelle vicinanze diventa irrespirabile e spesso gli automobilisti sono costretti ad uscire ad Oulx per raggiungere la nostra cittadina. Sicuramente bisogna monitorare costantemente i costi e dare lavoro anche ai valligiani che stanno soffrendo una situazione di carenza lavorativa.

Roberto Borgis

Siete d’accordo a riproporre Torino 2026 per una nuova olimpiade invernale sulle vostre montagne?

Guardi siamo stati i primi a sollecitare l’amministrazione ad allinearsi alle richieste degli altri comuni olimpici. Non possiamo non sfruttare questa occasione per rilanciare le nostre montagne. Un occasione di lavoro, di visibilità, di turismo, di opportunità ma con la consapevolezza di non commettere gli errori del passato vigilando sulla tutela ambientale, sui costi e sulle scelte organizzative. Abbiamo votato una delibera a favore della candidatura di Torino e delle sue montagne. L’importante è che siano le olimpiadi e le paraolimpiadi anche e soprattutto della valle.

Un’ultima domanda: se foste voi in maggioranza, cosa pensereste di fare?

Innanzitutto preme sottolineare che non cambia essere in maggioranza o in opposizione, cambia solo la forma dell’impegno pubblico. Abbiamo deciso di lasciar lavorare, sottolineando talvolta problematiche che i cittadini ci rivolgono, in quanto il Giro di Italia, il Tour de France, il campo da calcetto a sette in sintetico (famigerato e vituperato durante l’amministrazione Borgis è attualmente utilizzato da un evento della Juventus Academy World Cup ed utilizzato da tantissimi ragazzi e non in modo massiccio), lo schermo gigante, la seggiovia a 6 (frutto di vari iter e amministrazioni), tutti punti del nostro programma elettorale, sono stati portati a compimento.

Ironicamente possiamo dire solo che manca la SPA presso la piscina ed hanno completato le nostre proposte. Bisogna lavorare con la Regione Piemonte e la Città Metropolitana per una coordinamento ed un programma di tutela del territorio: troppe frane stanno devastando la nostra montagna e le nostre strade; dobbiamo risolvere ancora la situazione di Melezet; dobbiamo recuperare gli eventi culturali (quest’anno abbiamo perso Tangram), dobbiamo rilanciare le nostre attrazioni dalla Tur d’Amun, il Forte Bramafam, le passeggiate, le attività di arrampicata, attuare una pubblicità del nostro territorio, dei nostri prodotti e del nostro fare turismo. Il nostro sentiment è il turismo a 360° e per questo ci battiamo.