di Moreno D’Angelo

C’era molta attesa per la puntata di “Chi l’ha visto?” che affrontava il caso Alessia Rosati. La ragazza romana, studentessa di filosofia militante di estrema sinistra, scomparsa nel 1994.  La conduttrice Federica Sciarelli ha fatto un appello, con poche speranze, affinché chi sapesse qualcosa potesse intervenire.
Questo alla presenza dei genitori e di uno zio della giovane sparita 21 anni fa. Sono state ricordate le circostanze precedenti alla sparizione della ragazza su cui non si è mai indagato (era maggiorenne). Frettolosamente il caso è stato dipinto come una possibile fuga d’amore con un misterioso ragazzo di cui non si è mai saputo assolutamente nulla.
Nessun cenno sugli ambienti universitari e tanto più sul centro sociale “Hai visto Quinto?” frequentati da Alessia a pochi passi da dove viveva con i genitori.
Il fatto più sorprendentemente è che non sia stata fatta nella trasmissione nemmeno una parola, un cenno sulle ipotesi che sono emerse intorno a questa vicenda che potrebbe essere al centro di ricatti e intrighi legati alla questione fondi neri che toccò nel 1993 il Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica, il servizio segreto civile), con retroscena che riprendono i contesti vissuti con il caso Orlandi. “Questo in un momento quanto mai turbolento della vita istituzionale del paese con una ripresa del terrorismo.
Un contesto richiamato in dichiarazioni dal discusso Marco Fassoni Accetti. Il supertestimone autoaccusatosi di aver preso parte al rapimenti di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Un personaggio enigmatico che però ha dimostrato di sapere molte cose su questa sparizione che, secondo la sua tesi, sarebbe sfuggita di mano dopo l’attenzionamento del suo gruppo.  La Sciarelli ha solo ricordato la recente archiviazione da parte della Procura di Roma che ha chiuso il principale filone di indagini sul caso Orlandi, prosciogliendo oltre al discusso Accetti, esponenti della banda della Magliana e del Vaticano.

Sui dettagli molto interessanti emersi e pubblicati su alcuni media non è stata detta una parola.  Insomma pur con tutti i distinguo e le innegabili cautele non vi sembra vi sia stata un adeguata informazione, lasciando il caso Rosati (certo tutt’altro che di dominio pubblico) nelle nebbie di un ennesimo mistero incomprensibile. Su queste tesi sono stati scritti libri e sono molti ormai (si pensi ai comitati di solidarietà per Emanuela Orlandi) che credono a delle logiche legate alla guerra fredda in corso in quegli anni e dagli interventi nell’ambito di ricatti e pressioni. Un quadro che renderebbe poco  credibile in questo caso la pista  che parla di una repentina fuga d’amore. L’ incipit del servizio con la telefonata di Marco Fassoni Accetti alla famiglia Rosati è stata di fatto presentata come l’azione di un mitomane affiancando delle  immagini surrealiste e inquietanti   tratte da lavori fotografici e video del discusso Accetti. Questo senza dire nulla sulle dichiarazioni con cui Accetti ha inquadrato la vicenda Rosati.   Non si sa se si tratti solo di un approccio superficiale o se invece vi sia la volontà di non insospettire la popolazione su possibili inquietanti scenari in cui potrebbe rientrare questa ennesima sparizione.

La stima e la professionalità e lo spirito umano sempre dimostrato dalla conduttrice Federica Sciarelli nel suo lavoro portato avanti da anni non si è riscontrata nel modo con è stata affrontata questo ennesimo mistero italiano. Una fuga nel nulla di una ragazza socievole attiva di 21 anni, con un contesto familiare otttimale, che lascia molti dubbi sul fatto che si tratti di una semplice “fuga d’amore” finita in un buco nero da cui non emerge la minima traccia.   Nel gergo tecnico il mistero potrebbe riguardare quegli ambienti dove si aggirano “le barbe finte”.