Prendo spunto dalla parte finale del pensiero espresso da Emanuele Macaluso, pochi giorni fa, in merito al Congresso del Partito Democratico. Chiedendosi se il Segretario Maurizio Martina si sarebbe candidato, si esprimeva così “Lui, alla manifestazione di piazza del Popolo si è sgolato rivolgendosi agli elettori, soprattutto ai giovani, che non hanno più votato Pd. Ha gridato: “Abbiamo capito! Abbiamo capito!”. Ora si tratta, per noi, di capire cosa ha capito.”

Direi che la conclusione del pensiero di Macaluso potrebbe riguardare tutti nel PD, dai dirigenti romani a quelli locali: “cosa hanno capito”?

A giudicare dal modo in cui si sta svolgendo l’avvio della discussione congressuale, poco o nulla.

Le liturgie sembrano prevalere, e non mi riferisco alla solita storia delle tessere e del consenso personale, poiché fino a prova contraria nel PD c’è un problema inverso. Mi riferisco alle candidature di “posizionamento”, più che rivolte al popolo del PD e al suo elettorato, sono invece proiettate a puntare la bandierina in una logica tutta interna di dinamiche e di rapporti fra gruppi dirigenti.

Ad oggi vi è poco all’orizzonte, se non un dibattito di scarso livello che si svolge in luoghi ben lontani da quelli che dovrebbero essere “sede naturale” di alcune discussioni. Ognuno, mi sembra di aver inteso, prima cerca di “serrare le fila dei suoi”. Valutato il livello di gradimento interno al proprio gruppo di supporters, allora ci si rivolge a tutti.

E chi si rivolge al PD? Chi indica un percorso comune che dovrebbe riguardare il Partito nel suo insieme, anziché proporre soluzioni che sembra abbiano come unico obiettivo quello di prevaricare sulle altre?

Mai come oggi il PD ha bisogno di una figura che raccolga una convergenza più ampia possibile, se non addirittura unitaria. Ed è inutile nasconderci dietro ad un dito pensando che la candidatura unitaria sarebbe la sconfitta della dialettica e del confronto interno, perché se il dibattito continua ad essere quello visto finora, il percorso unitario non sarebbe un problema, ma una manna caduta dal cielo.

La situazione generale del Paese di cui è causa il Governo, dalla situazione economica al DEF, dai rapporti con l’UE alla presa di posizione che mina la libertà di stampa, non ammette un PD contorto nei suoi meccanismi senza uscita.

Speriamo, dunque, nel colpo di scena