Approvata dal Consiglio della Circoscrizione 1 l’interpellanza del Partito Democratico, a prima firma Angelo Catanzaro, rivolta alla sindaca di Torino ed agli assessori competenti sui rapporti tra l’Amministrazione e la TIM nella sperimentazione del 5G in Torino nonché sul rapporto conflittuale tra Sindaca/Giunta e la maggioranza a Cinque Stelle.

Ne abbiamo parlato con Angelo, coordinatore del Comitato Diritto.

Dalla lettura dell’interpellanza non si comprende bene quale sia la tua posizione e quella del PD sul 5G.

La storia dei secoli scorsi, e soprattutto quella recente degli ultimi cinquanta anni, ci ha insegnato che il progresso tecnologico ha migliorato sensibilmente la vita dell’uomo pur portandosi dietro talvolta anche conseguenze ed effetti negativi che, tuttavia, nel bilancio complessivo hanno pesato meno di quelli a favore. Se pensiamo a come eravamo solamente prima del 1990, anno dell’introduzione in Italia delle reti TACS di telefonia cellulare (1G, ovvero prima generazione), stentiamo a riconoscerci. Qualcuno, nostalgico dei “bei tempi andati”, forse potrebbe preferire quella società, ma è innegabile che la rapida e ampia diffusione dei telefoni cellulari abbia portato enormi benefici in termini di comunicazione interpersonale, accesso all’informazione, sicurezza personale. Il susseguirsi delle generazioni tecnologiche della telefonia cellulare (prima con il GSM o 2G, poi con l’UMTS o 3G ed infine con l’LTE o 4G) ha visto rapidamente il miglioramento delle velocità di connessione nonché la trasformazione dei terminali da semplici telefoni portatili a strumenti essenziali con i quali affrontiamo la nostra vita quotidiana.

Il 5G promette di essere un’ulteriore radicale trasformazione permettendo elevatissime velocità di download e upload e tempi di latenza (ovvero il tempo che la rete impiega per rispondere alle nostre richieste) ridottissimi. Ma è nei valori aggiunti che saranno forniti dalle applicazioni che forse arriverà la vera rivoluzione. Dobbiamo non più pensare ai soli impieghi personali delle reti di telefonia cellulare, ma anche a quelli legati all’Internet of Things (IOT) ed al vero sviluppo delle Smart Cities con benefici sociali molto importanti anche in relazione all’accessibilità che è un tema a me molto caro. E’ per questo che sono e siamo estremamente favorevoli allo sviluppo delle reti 5G ed a tutte le potenziali applicazioni che ne potranno derivare.

Ma i rischi per la salute connessi al 5G che il Movimento 5 Stelle ha paventato in Consiglio Comunale con la propria mozione sono giustificati o no?

Non sono chiaramente un esperto ma so che per arrivare a quella mozione sono stati uditi nelle commissioni i responsabili dell’ARPA Piemonte, cioè la struttura che è tenuta per legge a tutelare la popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici, i quali non hanno dipinto un quadro per niente preoccupante come quello che emerge dalla mozione della maggioranza 5 Stelle.

Il problema è che, non conoscendo in alcun modo, come me, gli aspetti tecnici di questa tecnologia, hanno volutamente dato retta solamente a coloro che hanno lanciato allarmi che a detta della comunità scientifica sono ingiustificati. E la netta impressione che me ne è derivata è che la posizione sia analoga a quella sempre presa dal M5S torinese nei confronti della TAV ma anche delle Olimpiadi e di altri investimenti infrastrutturali importanti per la città e la regione: un NO aprioristico nell’ottica di una tanto declamata “decrescita (in)felice”, che i Torinesi hanno finalmente cominciato a riconoscere, rifuggendolo, nel partito che hanno premiato nelle elezioni del 2016.

Personalmente, ma anche a nome del PD Torinese, credo invece in uno sviluppo industriale e tecnologico, che possa rilanciare la nostra città da troppo tempo in regressione e che allo stesso tempo ascolti e tenga conto delle difficoltà sociali ed economiche dei nostri concittadini. E lo sviluppo delle reti 5G e dei servizi con esse connessi va proprio in questa direzione, senza chiaramente con questo tralasciare qualsiasi criterio di cautela che tuteli la salute.

Sembrerebbe quindi che siate in sintonia con la posizione della sindaca e della sua giunta. Ma allora quali sono i motivi che hanno portato a questa interpellanza?

Già il semplice fatto che la linea della sindaca Appendino e della Giunta, e soprattutto dell’ex assessora Pisano, sia in totale contrasto con quella della loro maggioranza in Consiglio Comunale fa emergere un problema politico non trascurabile e che sinora è stato tenuto sottotraccia facendo finta che quella mozione non sia mai stata approvata. Ma invece è davvero singolare che la politica di un’amministrazione sia antitetica a quella della propria maggioranza e del proprio elettorato.

Come intende affrontare la sindaca Appendino questa discrasia e contraddizione? Sino a quando potrà non tenere conto della posizione contraria della propria maggioranza? O, in alternativa, la dirigenza nazionale del M5S e la Casaleggio, con i suoi oscuri interessi anche in questo campo, riusciranno ad imporre la propria volontà riconducendo a più miti consigli i riottosi grillini piemontesi?

Ma la nostra interpellanza nasce anche da altri aspetti poco chiari sulla tanto propagandata posizione di avanguardia tecnologica nel campo del 5G da parte dell’Amministrazione. Nella fase pre-commerciale del 5G, cioè sino a dicembre 2018, l’Amministrazione ha stipulato un protocollo d’intesa con TIM per una collaborazione nelle sperimentazioni che TIM Open Labs (l’ex Cselt, centro di ricerca nazionale che costituisce una splendida ed invidiata realtà torinese nel campo delle telecomunicazioni) avrebbe condotto in Torino. Purtroppo già con questo protocollo non era possibile capire i termini dell’accordo in quanto il testo vero e proprio, allegato alla delibera di Giunta, non risultava pubblicamente consultabile e nel testo della delibera si lasciava intendere che, finita la fase sperimentale, ci potesse essere una strada privilegiata per TIM nello sviluppo delle proprie reti. Al di là di questi dubbi, è comunque evidente come questa collaborazione, qualunque sia stato l’apporto dell’Amministrazione, sia stata sapientemente sfruttata a fini propagandistici e abbia dato i suoi frutti portando l’ex assessora Pisano al Ministero per l’Innovazione Tecnologica, nonostante la situazione drammatica delle nostre anagrafi che la stessa Pisano ha lasciato dietro di se.

Ma con l’inizio del 2019 si è entrati nella fase commerciale del 5G e difatti Vodafone, al pari di TIM, in regime di libero mercato ed in virtù delle autorizzazioni ministeriali, ha cominciato ad implementare il 5G su numerosi impianti cittadini.

Ciononostante nell’agosto 2019 la Città di Torino, per tramite della sindaca e della Giunta e con apposita delibera, ha approvato un nuovo protocollo di intesa con TIM per un’ulteriore fase di sperimentazione senza che peraltro vi sia stata evidenza di voler coinvolgere, anche solamente come manifestazione di interessi, l’altro operatore che ha cominciato a commercializzare in Torino i propri servizi 5G. E nuovamente, del testo di questo protocollo di intesa ci è dato sapere poco o nulla se non quanto indicato in linea di principio nel testo della delibera.

Quindi, in sintesi, voi evidenziate la poca trasparenza nell’operato dell’Amministrazione a 5 Stelle, ovvero del movimento che della trasparenza aveva fatto in passato la propria bandiera?

Si, anche perché purtroppo quando vi è poca trasparenza possono lecitamente sorgere dubbi. Ma è anche la questione dei criteri di concorrenza ai quali dovrebbe attenersi l’operato della pubblica amministrazione a suscitare perplessità in questo caso. Perché se è vero che nella sperimentazione sulla guida autonoma è attualmente entrata a far parte del gruppo di lavoro anche Vodafone, onestamente non capiamo come mai l’Amministrazione continui ad avere questo rapporto privilegiato con TIM e quali siano gli eventuali vincoli che ne derivino, anche se comprendiamo bene il grande ritorno di immagine per il M5S.

Per concludere, voglio ribadire che il 5G promette sviluppi e potenzialità enormi anche nell’ottica del miglioramento della vita dei cittadini, di una città più accessibile e con più servizi pubblici. Ed è in questa direzione che dovremmo puntare con decisione e forse non tanto verso una poco comprensibile focalizzazione su applicazioni come quella dei droni, che, per quanto possa essere un settore promettente di sviluppo, sembra attualmente essere una specie di ossessione per l’Amministrazione.