Un anno fa, il 3 giugno 2017, in piazza San Carlo in occasione della Finale della Champions League tra Juve e Real Madrid perdeva la vita Erika Pioletti schiacciata dalla calca della folla, oggi sappiamo grazie agli investigatori, essere nel panico a causa di uno spray al peperoncino usato per scopi di rapina.

Con lei oltre 1.500 persone sono rimaste ferite.

Oggi la Città ha voluto ricordarla in silenzio con una corona di fiori.

Una tragedia indelebile, che ha segnato la Città e che almeno nelle sue conseguenze tragiche si poteva e doveva evitare.

Erika non la restituisce nessuno all’affetto dei suoi cari così come le ferite gravi e permanenti nel corpo e nell’anima di tantissimi che quella maledetta sera erano lì.

Ma è giusto che almeno la giustizia faccia il suo corso per chi doveva programmare, prevedere e vigilare e non l’ha fatto adeguatamente.
La magistratura ha fatto un enorme e difficile lavoro investigativo che oltre che a capire la dinamica dei fatti di quella sera metterà in evidenza con la dovuta certezza giuridica e individuando le responsabilità personali quella interminabile sequenza di omissioni e lacune che hanno prodotto il disastro e che erano immediatamente emerse anche solo dopo l’indagine consiliare che è stata svolta subito dopo.

Nulla è cambiato nella struttura comunale che si occupa di autorizzare e organizzare eventi nonostante l’avessimo esplicitamente richiesto in Consiglio Comunale. Forse pensando che il lasciar tutto così com’è fosse un modo per far finta di niente, per guardare oltre nella vana speranza di fuggire dalle proprie responsabilità.

L’accertamento delle responsabilità, il risarcimento del danno sono atti di giustizia che non hanno colore politico e caratterizzano uno stato di diritto in cui tutti auspichiamo di vivere.

Il danno è stato fatto e purtroppo su quello non si può tornare indietro. La Città ne è stata segnata per sempre. Decine di eventi, grandi e piccoli, quest’anno sono stati cancellati e Torino ha iniziato un veloce declino dopo tanti tanti anni di fatica a costruire una immagine anche internazionale di competenza, qualità e fiducia.

Però noi non vogliamo arrenderci al declino che ci viene imposto.
Non è con la paura, non è fuggendo sempre dalle proprie responsabilità che si guida una Città come Torino. E noi non ci stancheremo di dirlo e denunciarlo finché avremo voce.