Un minuto di silenzio per i vigili del fuoco morti questa notte ad Alessandria. Così si è aperto il consiglio regionale del Piemonte oggi all’Unione Industriale di Torino per ricordare le 70 vittime che 25 anni colpì questo territorio.

Er il 5 e il 6 novembre 1994: a questo dramma è stato dedicato in segno di cordoglio un consiglio aperto-

Dopo un saluto del presidente dell’Unione Industriale ha preso la parola il presidente del consiglio regionale Stefano Allasia: «Ciò che è accaduto 25 anni fa e che sfortunatamente continua ad accadere, deve spronare tutti noi verso una più ampia consapevolezza dei rischi del territorio, affinché si mettano in atto tutte le misure adeguate di previsione e di prevenzione per una politica di sviluppo e gestione del territorio contro la violenza degli elementi naturali, così da scongiurare altri eventi luttuosi».

Lavorare per cambiare le cose: è la parola d’ordine dell’amministrazione Cirio, affinché quello che avvenne allora non accada mai più.

«Una giornata di ricordo che avviene in concomitanza agli eventi alluvionali di questi giorni nell’alessandrino. Bene ricordare chi non c’è più ma dobbiamo lavorare per cambiare le cose. Prima cosa da cambiare è che la Regione possa arrivare a certificare da sola lo stato di emergenza senza dover attendere tempi delle procedure nazionali», dice Alberto Cirio.

«Il recente alluvione ad Alessandria – continua il presidente della Regione Piemonte – ci ha fatto toccare con mano che i grandi invasi hanno tenuto e quindi le opere realizzate nel corso di questi 25 anni hanno reso il Piemonte più sicuro. Restano però i problemi legati agli impianti fognari dei piccoli comuni e i piccoli fiumi».

«Le nostre scelte possono provocare benessere o danni. Come amministratori abbiamo grossa responsabilità. In 24 ore abbiamo gestito emergenza alessandrina, siamo stati autosufficienti. Non abbiamo avuto bisogno che sia veneto o dalla protezione civile partissero per aiutarci. C’è l’abbiamo fatta da soli. Non deve però diventare un’alibi per chi governa a livelli nazionale per lasciarci soli», ha aggiunto.

Cirio ha ricordato il  sindaco di Alba di allora, esempio di come la sicurezza sia spesso in Italia una sicurezza di carta. «Un sindaco che ha pagato responsabilità anche di altri. Sindaci nn vanno lasciati soli, così come ho richiesto al primo ministro Conte nelle scorse settimane».

«Tutela ambientale si ma col buon senso e dando possibilità ai sindaci di essere tutelati da denunce penali per aver tagliato alberi lungo il corso dei fiumi. Invochiamo norme più semplici, anche in termini di procedure per intervenire nelle piccole realtà locali. Stiamo preparando un documento su tutela ambientale e gestione del rischio che sottoporremo al governo», conclude Cirio.

Quindi dalla Regione nascerà una sorta di vademecum su come gestire situazioni di crisi ambientale e tutela ambiente.

Un documento che verrà presentato alla conferenza dei presidenti al Ministero dell’Ambiente giù il 7 novembre.